Il sentiero delle Creste del Garda: da Vobarno a Toscolano Maderno.

L’intero percorso non segue sempre i sentieri segnalati ma alcuni tratti percorrono antiche tracce, in parte riscoperte e ripulite dalla Guida Alpina Stefano Michelazzi, che ringrazio.
È un escursione “d’avventura”, difficile per lunghezza, tecnica e ricerca; sarebbe bello rimanesse così! Siamo pieni di percorsi segnalati e ri-sistemati. Questo lasciamolo selvaggio!

La relazione che segue (e relativi tempi) si riferiscono alla mia escursione, da solo ed in giornata (06/2021).
Essendo un percorso con difficoltà escursionistiche elevate (tratti di arrampicata di I° e II° grado anche in discesa) i tempi sono da modificare in relazione alle proprie capacità alpinistiche.  Vedi il video di alcuni tratti del percorso sul canale Youtube di Emontzioni.

8:20 parto da un piccolo parcheggio in Via dei Ronchi a Vobarno (Bs) a quota 290m.  QUI la posizione.
Il cammino inizia in ripida salita sulla stradina di sx (segni B/R n° 288) che a breve diventa mulattiera. Circa un centinaia di mt dopo, sulla sx,  parte un sentiero in discesa segnato con bolli arancioni.
In ca. 20 min. si interseca un sentiero orizzontale segnato in B/R che in breve vi porta all’inizio del sentiero delle creste (il tratto più impegnativo è all’ inizio con passaggi di 1° e 2° grado).
Da qui in poi seguire il sentiero è facile: “sempre in cresta”, anche dove non ci sono più segni ma solo ometti e tracce. In pochi minuti si passa alla bandiera di cima Peraine, poi alla “Croce del Centenario” di Corna Ceresole, e al dosso delle Puse dove si incrocia nuovamente, al passo Ceresole, il sentiero cai n 288 lasciato dopo il parcheggio poco più di un’ora prima. Dal passo seguo il tracciato più ripido (non segnalato) e in breve giungo al Gardoncello (m 1033).
Qui ritrovo l’indicazione per tornare sulla cresta abbandonata poco prima: “Sentiero vedetta partigiani e Forametto, h 1“. Ed eccoci in breve ancora sulla cresta più affilata e panoramica del Garda (è indispensabile piede fermo e presenza di spirito). Un paio di ore davvero aeree per salire e traversare il Forametto (m 1239), poi giù al passo “buco del Tedesco”, quindi su fino in vetta a “Le Marmere” (1370m), poi giù al passo “il buco del Gatto” e di nuovo su, fin sulla vetta del Mt Spino (m 1504) e giù ancora al Passo Spino (1154m).
Se tenete i tempi che ho tenuto io arrivate giusto in tempo per godervi il pranzo al Rif. Pirlo allo Spino, ottimamente gestito da una coppia di giovani entusiasti (Fabio e Roberta). Se invece partite un’oretta più tardi, vi fermate spesso a fare foto, bere, godervi il paesaggio e fare due chiacchiere con il vostro gruppo,… allora il Rifugio è il posto adatto per spezzare l’escursione in due perfette giornate. (https://rifugiopirlo.com/).
Alle 13,45 riparto dal Rifugio, al vicino passo dello Spino prendo la traccia di sentiero (che si perde subito) che sale direttamente il ripido dosso fin alle Prade da dove seguendo il sentiero della via normale salgo velocemente alla vetta del Mt. Pizzoccolo (o Pizzocolo) con il temporale, che mi insegue alle spalle (dal passo delle Prade è possibile rimanere sempre in cresta, su vecchie tracce, attraversando “I Ciprelli”, l’ anticima del Pizzocolo e arrivando quindi in vetta).

Alle 15, dopo aver salito circa 2000 m di dislivello e percorso 16/17 km, bevuto 4 lt di acqua, mangiato un po’ di frutta secca e fresca, vedendo il temporale girare a ovest, decido di finire il mio giretto come da programma, scendendo la difficile cresta Sud/Est. Questo è il tratto tecnicamente più difficile in quanto la cresta, molto affilata non è orizzontale come sul Forametto, ma da affrontare in discesa. La Cresta Sud/Est in discesa ha dei tratti da non sottovalutare (la valuterei un PD alpinistico), quindi non più per Escursionisti Esperti. C’è comunque l’alternativa della cresta “Sud” decisamente più semplice bensì molto ripida anch’essa.
Mi ci vuole quasi un’ora per arrivare alla base della cresta. Giunto sul sentiero orizzontale che esce verso Ovest lo seguo per cinque minuti fino a giungere ad un canale detritico ben evidente. Da qui è possibile seguire il facile sentiero fino alla strada sterrata di S. Urbano da dove con facilità è si scende a Maderno. Io invece voglio proseguire in discesa e mi immetto nel canale, che trovo “pieno” di segni antichi e vecchi di passaggio dell’uomo e di animali: due fili di ferro (attenzione) tesi paralleli, in terra e a 1.5 m di altezza, scendono buona parte del canale (forse una linea per la teleferica); un singolo segno rosso su una pianta; un bidone di plastica appoggiato tra due piante; un buco scavato nella roccia (tanto antico che nemmeno gli anziani sanno!) ed infine una serie di ometti e qualche bollo arancione che indicano la via d’uscita delle vie di arrampicata della parete di Sanico.  Data la difficoltà di cammino e il lavoro importante di caviglie e ginocchia, meglio prendere il tempo necessario per scendere con attenzione.
Attenti al punto d’uscita del canale: un particolare e molto stretto corridoio tra due rocce (non ci si passa con lo zaino in spalle) sul lato dx del canale, dove questo si fa troppo ripido. Un breve tratto da seguire con l’ausilio di funi e corde fissate alla roccia porta poco dopo alla base delle pareti di arrampicata. Da qui, seguendo verso Ovest tracce e bolli arancioni si arriva in breve alla strada e al paese di Sanico.
Io ho scelto l’esplorazione, so che qui sotto ci sono vecchie tracce di sentieri che salgono dalla Valle delle Cartiere (zona Luseti), purtroppo spesso interrotte da recinti di proprietà private. Utilizzando il migliore intuito alpinistico di cui sono capace alle 17,30 arrivo nella valle delle Cartiere e venti minuti dopo finisco la mia grandiosa giornata davanti al municipio di Toscolano Maderno.
A caccia di una birra e di un passaggio verso la mia macchina (offerti entrambi da mia moglie J).
Io ho calcolato in modo approssimativo (scusate ma sono una vecchia guida che ama viaggiare senza nuovi sistemi di rivelazione, tipo GPS insomma): 2000 m di dislivello positivo, (un po’ di più in discesa); 20 km di strada; 8 ore di cammino + 1,20 di soste, 5 lt di acqua (con sali) + due birre medie (a fine percorso!).
Ora tocca a te: buona avventura; e se sai essere più preciso di me e vuoi condividerlo su queste pagine, sarà utile a molte persone.

Guido Bonvicini (Guida Alpina).

Lo puoi scaricare in PDF QUI.

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